Pratiche colturali

Descrizione dell’unità produttiva

In questi ultimi anni, l’oliveto ha subito un notevole intervento di bonifica agraria, attraverso opere che hanno interessato il terreno agrario, il sesto d’impianto e la conversione in irriguo, opere tali da consentire un notevole ammodernamento dell’intera unità produttiva.
L’oliveto, specializzato, è formato da alberi allevati con la classica forma del “vaso barese” e tutti della varietà autoctona Coratina.

Al fine di apportare in modo naturale sostanza organica al terreno (Humus stabile), viene praticato sia l’inerbimento temporaneo favorendo la crescita della flora spontanea poi interrata, sia il sovescio di una leguminosa quale il favino.
Queste operazioni consentono anche la formazione di un substrato ottimale per lo sviluppo di organismi utili ed una naturale difesa del suolo soprattutto dall’erosione.

Caratteri agroambientali: cenni di geologia, pedologia e clima

Il terreno agrario è classificato a tessitura franco-sabbiosa con un buon equilibrio tra le tre principali frazioni componenti la terra fina. Buone caratteristiche nei riguardi del comportamento all’acqua, la reazione ricade nel campo della sub-alcalinità, sufficientemente tollerata dalla coltura, il terreno è riccamente dotato di sostanza organica così come di azoto, e di tutti gli altri macro elementi necessari alla pianta. Nel complesso il terreno agrario risulta facilmente lavorabile ed è caratterizzato da una buona e naturale fertilità agronomica.
I caratteri climatici sono caratterizzati da andamenti variabili negli anni ma generalmente con inverni miti ed estati calde . Le temperature medie annue sono di 17° C , con minime di circa – 4° C e massime molto prossime ai 40°C; l’escursione annua è quindi molto accentuata e, nell’arco delle stagioni di transizione, è altrettanto elevata l’escursione giornaliera. La pluviometria si aggira tra i 600 e gli 800 mm. di pioggia all’anno , concentrati principalmente nel periodo autunno-invernale.